Storia del comune Stampa

Cenni di atti e documenti relativi a Vigolo per fondi e archivi, si ritrovano presso l'Ente Conservatore Biblioteca Civica Angelo Mai, Archivio di Stato e Curia Vescovile di Bergamo. Le prime testimonianze scritte di Vigolo datano 1202 e la sua esistenza quale entità comunale e' data dagli statuti della città di Bergamo, per l'anno 1331.

E' certo comunque che Pressana, Bessana - Parmerano - Trussano, sono di origine romana. Alla Collazione in cui sono sancite le unificazioni di piccoli comuni, si ricava che a quel tempo (1331) Vigolo esisteva come comune e non era interessato ad unificarsi con altri. Altri atti di tipo privato e non, documentano la storia di Vigolo, comune della Valle Calepio, e i suoi rapporti con i comuni confinanti.

"Nel 1481 febbraio 15, il console di Vigolo, Pecino fu Comino Fadini stipula la ricognizione dei confini del Comune di Vigolo, con i consoli dei Comuni vicini. In quell'anno il Comune di Predore comprendeva Tavernola, quello di Solto, Fonteno, Adrara comprendeva i due Adrara: S.Martino e S. Rocco". Da atti di elezioni dei consoli di Vigolo negli anni 1515-1582 si possono ricavare quelli che erano ai tempi i cognomi più diffusi e presenti a tutt'oggi:


Bettoni (il cognome certamente piu' diffuso), Martinelli, Belotti, Vitali, Colosio, Foresti. Altri quali: Bianchi, Betelli (e' rimasto un vicolo), Cominotti, Redolfi, non si ritrovano piu'. Da altri atti di estimo del 1575-1581 e' interessante rilevare come localita' del territorio comunale erano gia' citate con gli stessi nomi d'oggi: Marse', Costa, Cologna, Campo Redondo, Carbu'nera, Sponda de Marceno, Sponda de Piru', Ceradi, Parmerano, Val del Rino, Canet, Bosca, Honeda, Castenedolo, Dosso e Dossello, Lugari e Lugarel, Crapa, Trusano, Vago, Dadino, Corna di Besana, Orzane, Recu'rsu', Chiesa (Pus de la Giesa e Val de la Giesa), Brusab¢, Bratta, Presana, Paul, Ceradello, Orsa, Roncaglia.

Nel 1776 Giovanni Maironi Da Ponte nel Catalogo delli comuni e contrade della Provincia di Bergamo dice tra l'altro: "Vigolo conta 450 anime con le seguenti contrade: Bratta, Bessena, Ceradina, Clogna, Marce', Paul, Prezzana, Recorsone, Ronchi, Trovale, Trusa, Vago. Vigolo è uno dei comuni con più contrade......".

Numerosi ed interessanti sono i documenti, specie quelli derivanti dagli archivi dei Conti di Calepio, degli anni 1400-1500-1600 che evidenziano i rapporti non sempre facili tra i Conti, la Repubblica Veneta e Vigolo.

Il 28 giugno 1428 Vigolo ottiene dal doge Francesco Foscari di essere ammesso sotto la diretta giurisdizione di Venezia, liberandosi dai balzelli dei Conti di Calepio.

Curiose, note, e talvolta drammatiche sono le vicende delle lotte tra Tavernola e Vigolo per la separazione delle Parrocchie. Dopo la visita di San Carlo Borromeo nel 1575, si ha il primo atto di Sindacato del Comune di Vigolo, di richiesta di separazione: e' il 20 maggio 1577 (Archivi Curia Vescovile di Bergamo). Il 4 dicembre 1577 i rappresentanti di Tavernola si oppongono a tale separazione con atto notarile, inviato al Vescovo.

L'8 ottobre 1578 Vigolo diventa chiesa di Santa Maria Assunta e "si celebra l'Offitio della consecrazione di essa Chiesa Parochiale alli 13 ottobre" (Padre Donato Calvi).

L'ARCHITETTURA E L'ARTE

La parrocchiale ricostruita nel 1718, restaurata a piu' riprese nel 1892-1930 e 1990-91, contiene una tela di A. Cifrondi (Sec. XVII), affreschi di U.Marigliani, T. Poloni e l'altare in marmo nero della bottega dei Manni di Rovio; coro del Ceretti.

Di rilievo ancora la chiesetta dedicata a San Rocco(sec.XVII), restaurata recentemente, con un prezioso altare dedicato a San Antonio. Sulla strada verso Parzanica si trova il Santuario dedicato alla Madonna di Loreto o Madonna del Dosso del 1843, anch'esso restaurato recentemente, affreschi e terrazza panoramica sul lago. Bronzo dedicato a Papa Giovanni (aprile '91).

Da ricordare infine la chiesetta sul Colle del Giogo di proprietà privata(mt.811 sec.XVI-XVII), recentemente recuperata almeno parzialmente e messa in sicurezza dopo un periodo di abbandono. Annesso vi e' un palazzo del sec. XVII-XVIII, vecchia residenza di prelati, attualmente adibito ad usi agricoli.

L'assetto urbanistico attuale di Vigolo e' caratterizzato da compatto nucleo abitato di tipo montano con case rustiche, vicoli selciati in saliscendi e passaggi sotto arcate. La presenza di vie quali: Via Castello, Via Torre richiamano la probabile esistenza in tempi remoti, di tali edifici. La torre e' ancora visibile, seppur ristrutturata ad usi abitativi; del castello non sono rimaste tracce.

da .."Il paese natio" di Marino Moretti


...." Voi che siete nati nelle piccole o nelle grandi città, voi non sapete la dolcezza, l'orgoglio, la necessità, il privilegio d'esser paesano. Voi non sapete come sia fatto l'amore per il paese dove si e' nati e cresciuti, perchè la città natia, anche piccola, e' sempre troppo grande, e il paese, il borgo, il villaggio, il paesello delle canzonette e della retorica umile s'ama casa per casa, gronda per gronda, sasso per sasso, ......... ... viso per viso. Voi non sapete che cosa sia possedere il proprio luogo d'origine, perchè le vostre strade, le vostre piazze, i vostri crocicchi son sempre di tutti, anche di chi arriva dalla stazione in questo momento, mentre il paese e' proprio nostro, di noi che ci viviamo, di noi che .............. "

 

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